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In questo numero: - Le malattie invernali: antibiotico sì, antibiotico no. - Educazione alla salute.
LE MALATTIE INVERNALI: ANTIBIOTICO SI, ANTIBIOTICO NO

Le patologie respiratorie sia dell'apparato delle alte vie e rispettivamente delle basse vie respiratorie,solo apparentemente colpiscono maggiormente nei periodi stagionali invernali, quando le temperature sono più basse ed è più facile anche il contatto con il virus influenzale.

Per certi versi è così, ma molte tipologie di Polmonite tuttavia non hanno molto a che fare con la fase stagionale e possono attecchire soprattutto in pazienti predisposti anche in periodi diversi e non invernali anche ad esempio in estate; questo perché la situazione clinica del paziente si trova in una fase di predisposizione per tale situazione patologica .

Oggi l'avvento della terapia antibiotica e cortisonica ha decisamente modificato il quadro di questa malattia che difatti un tempo colpiva migliaia di bambini e di persone. Uno degli aspetti più peculiari della differenza clinica-epidemiologica della Polmonite odierna rispetto alla situazione di un tempo: è la rarità dell'evento patologico , malgrado non sia cambiata, anzi sia peggiorata, la situazione o meglio il "terreno" di predisposizione.

Un'analisi fatta su campioni di pazienti ha dimostrato che nella fattispecie la possibilità di incidenza di malattie modicamente più serie della Tonsillite o Otite sono solamente "controllate " dall'uso dell'antibiotico. Oggi le patologie raggiungerebbero circa il doppio dei casi confrontati con quelli dei coetanei di 80 o 100 anni fa. Il mancato attecchimento, quindi la mancanza dell'evento clinico patologico, è solo dovuto sia alle modificazioni alimentari che sono molto migliorate quanto meno nella quantità, malgrado siano peggiorate nella qualità, sia da coperture antibiotico ed antinfiammatorie di cui oggi si fa largo uso.

Nulla è cambiato sul piano del "Terreno" di predisposizione, anzi questo è invece peggiorato, generando una vera è propria differenza biologica.

Oggi, a differenza di un tempo, pochissimi sarebbero i pazienti capaci di superare un normale evento stagionale senza alcuna terapia senza andare incontro a patologie di complicanza respiratoria, questo in gran parte è dovuto all'uso smodato che si è fatto della terapia antibiotica ed antinfiammatoria negli ultimi decenni.

Se pensiamo che strategicamente nella maggioranza dei pazienti sin dall'età pediatrica oggi si instaura il codice terapeutico della copertura antibiotica, si può supporre che la totalità della gente della prossima generazione, in caso di complicanze delle vie respiratorie, non potrebbe uscire dalla patologia senza l'uso di una sostanza antibiotica. Rimane una piccolissima percentuale di bambini che tuttavia per motivi culturali legate alle tradizioni famigliari non passano attraverso questa modalità, certamente per questi rimane ancora una piccola speranza che quasi sempre è negata da una catena alimentare non più sana come la presenza di anticrittogamici , pesticidi o peggio antibiotici e cortisonici effettuati come prevenzione nella catena di produzione dei bestiami e altri animali da macello.

La situazione ha modificato certe naturalità nella specie Umana in solo meno di mezzo secolo di storia di cultura e approccio terapeutico Questa non vuole essere una critica all'antibiotico, piuttosto ad un suo uso smodato e per certi versi insignificante. Inoltre la critica va fatta nella non conoscenza di molti colleghi medici di terapie alternative, se ancora vogliamo chiamarle così, che permetterebbero certamente una scelta sicuramente più vicina alle necessità naturali dell'Uomo e quindi questa critica è rivolta al Nostro Legislatore per il grave ritardo di rendere possibile l'integrazione delle conoscenze globali del mondo Medico in un'unica disciplina di incontro tra un vecchio che non è mai passato anzi è drammaticamente attuale e l'attuale e forse troppo lontano dalle reali necessità dell'essere Umano: questo incontro si chiama Medicina Biointegrata, speriamo che il nostro Legislatore se ne accorga al più presto integrando tutto il bagaglio di conoscenze Mediche all'interno di un grande bacino a disposizione di tutti i futuri Medici e Terapeuti: l'Università. Vediamo nello specifico le patologie dell'Apparato respiratorio.

Molti colleghi mi hanno posto il quesito quasi con atteggiamento ironico: ma cosa faresti in caso di Polmonite?

Questa patologia ancora oggi preoccupante e pericolosa per la vita, ha una caratteristica peculiare. Questa caratteristica è dettata da alcuni aspetti :
  1. Il polmone è un organo relativamente debole. In medicina tradizionale cinese è l'organo di equilibrio che sta in posizione centrale,e che quindi genera equilibrio energetico,la sua malattia è un indice puro di mancanza di energia vitale del soggetto,quando raggiunge una persona in età avanzata è il chiaro esempio del suo arrivo al capolinea della vita, è l'esempio del vuoto di energia vitale;
  2. Sono rarissimi i casi invece di Polmonite nei giovani,generalmente è la situazione di depauperamento delle risorse di difesa dell'organismo,in caso di concomitanti affezioni di carattere generale o nei soggetti con "terreno" di predisposizione. Non viene in un soggetto normale e nemmeno in caso di influenza, inoltre nel passato la Polmonite classica ( quella da Pneumococco ) era legata allo stile di vita che nel caso specifico era una mancanza di un' alimentazione adeguata in quei soggetti che oggi il medico Olista chiama "loggia Metallo"; questi avevano costituzionalmente una forte riduzione di capacità reattiva a livello delle vie respiratorie e quindi dei Polmoni: "soggetti con Diatesi Tubercolinica".

Oggi invece l'avvento del benessere economico-sociale e la Superalimentazione a cui i bambini e adulti sono soggetti ha chiaramente modificato anche se parzialmente una meiopragia ( difficoltà reattiva ) d'organo Costituzionale; è impensabile che le Tonsilliti recidivanti, che un tempo in tali soggetti portavano alla morte certa per Polmonite , oggi facciano lo stesso effetto. Tutto viene bloccato con Antibiotici che da decenni ormai divengono sempre più potenti e di largo spettro . Ma è proprio vero che l'Antibiotico ha salvato l'Umanità?

Malgrado tutto, non pare proprio vero … sono solo una percentuale di verso bassissima di Pazienti che risulterebbero anergici e areattivi alla terapia alternativa (per uso incongruo di "chelanti" alimentari, da cattiva alimentazione, uso di Farmaci) gli altri reagirebbero con successo; ma questo impone grande pazienza e metodo, chiaramente è più facile comprare un buon antibiotico ad ampio spettro e somministrarlo.

Inoltre la Legge impone in determinate patologie di attivare una determinata terapia piuttosto che un'altra, come ad esempio in alcune patologie del Sistema nervoso o nel Diabete.

Rimane quindi necessario e determinante la conoscenza Medica Universitaria.

Il lavoro del Medico sarà sostituire e modificare radicalmente il "terreno" reattivo del soggetto, rinforzando la meiopragia d'organo, che è sempre una carenza generale dell'intero organismo,abbattere i "vuoti" energetici del Paziente e rinforzare il quadro generale.
Prima si inizia con tale Terapia , maggiori saranno i successi.

E' ovvio che quindi la Polmonite non è solo una infezione d'organo, ma è un chiaro segno di come l'organismo non partecipa ed è totalmente areattivo di fronte a una situazione che in condizioni normali non accadrebbe. Tocca al Medico saper riconoscere tali soggetti, individuare facilmente la loro caratteristica primordiale di "tendenza Diatesica" per indurre in loro non una banale terapia Sintomatica, ma una profonda induzione di correzione del "terreno" di predisposizione costituzionale di quel soggetto.

Questo significa effettuare una vera Terapia Olistica.

Perché l'Antibiotico è lama a "doppio taglio" ?
Rispondendo a tanti colleghi, ho detto più volte che anche se utili come salva-vita, questi prodotti hanno una azione di "blocco" reattivo del soggetto trattato. Si intende per blocco una Non partecipazione "attiva" del sistema di "Terreno" del paziente. Questo Non partecipa attivamente e il suo Organismo oltre che divenire più debole nei confronti di quell'agente che ha indotto la patologia,subisce anche una "modificazione Sicotica" cioè un peggioramento determinato dal fatto che lo stesso antibiotico "sporca" l'organismo intossicandolo.
E' necessario valutare e riconoscere innanzitutto la "predisposizione" , individuare quelle carenze, acquisite o congenite che creano una discrepanza Energetica di quel paziente. Dopo aver "effettuato" questo, attivare le "armi" terapeutiche e le strategie cliniche che inducono una "modificazione di terreno" del paziente , che è l'unica vera ragione di controllo contro le malattie sia stagionali, che Croniche.

Non fare questo e somministrare Antibiotici tutte le volte che l'organismo "cede" alla sua difficoltà reattiva è un controsenso , significa fare lo stesso gioco della malattia, perché l'organismo si indebolisce volta per volta sempre di più.

Dr. Giuseppe Parisi
Associazione Internazionale di Clinica e Terapia Olistica
Giuseppe.parisi.fomeco@virgilio.it
Presidente Fomeco


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Ai gentili Medici e Naturopati professionisti,
La FOMECO è lieta di presentarVi un Corso avanzato in Bioterapia Nutrizionale.
Il corso ha un taglio pratico con indirizzo Diagnostico-Terapeutico.
Il corso ha crediti ECM Ministeriali richiesti,ed il Naturopata professionista ha diritto al diploma di Terapeuta Nutrizionista.
I relatori del corso:
Prof. Dr. Marcello Mandatori,(Roma)docente universitario in Terapia Nutrizionale ed Ecologia Clinica-Università di Urbino;
Prof. Dr. Carmelo Rizzo,(Roma)docente universitario in Terapia Nutrizionale ed Ecologia Clinica-Università di Urbino;
D.ssa Angela Grasso (Catania) esperta in terapie non convenzionali,Università di Urbino;
Dr. Giuseppe Parisi (Palermo) esperto in terapie non convenzionali, Università di Urbino;
E.Lauletta(Roma) Naturopata professionista,esperto in Diagnostica Intolleranze Alimentari.
Per visionare il programma completo e le modalità varie andare su
http://www.fomeco.org

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE

Nutrizione

Tutti siamo d'accordo sull'importanza della nutrizione. Tutto il mondo "vivente" ha bisogno di nutrirsi dal più piccolo microrganismo unicellulare, al più grande mammifero. Senza alimentazione non c'è vita. Allora perché trascuriamo un funzione vitale cosi importante?
  • Quale il nostro rapporto con il cibo?
  • Cosa significa per noi mangiare?
  • Che cosa mangiamo veramente?

Vediamo un po' per volta.

Il rapporto con il cibo - la salute viene mangiando

Oggi quasi tutti noi viviamo una vita accelerata, frenetica. Siamo sempre impegnatissimi con il lavoro, con la famiglia, figli, impegni sociali, culturali. Il tempo a nostra disposizione non basta mai. Si corre da un impegno all'altro, dal lavoro alla scuola, da una riunione al supermercato, dalla palestra a casa e cosi via. E ce ne rendiamo conto, che non abbiamo nemmeno potuto mangiare. Non c'era tempo. A questo punto ci si ferma in un bar a mangiare velocemente un panino in piedi, o un quadrettino di pizza camminando, e bevendo coca-cola, o in macchina guidando, mangiamo una mela. Cosi praticamente il nostro rapporto con il cibo si riduce alla stretta necessità di far tacere il senso della fame. Questo modo di mangiare si sa che è errato, e che a lungo andare può creare dei disturbi (gastrite, digestione lenta, colite…).

DOBBIAMO TROVARE IL TEMPO NECESSARIO PER MANGIARE!

Possibilmente seduti, sereni e in compagnia. Approfittiamo di questo momento per staccare un attimo dal lavoro, ci guadagna anche il nostro cervello. Durante il pranzo con i colleghi, con gli amici si cambiare opinioni, esperienza o semplicemente raccontare le cose successe del mattino. Un ottimo modo per aprire le nostre "porte" virtuali, e permettere, alle idee altrui, di entrare in "casa nostra".
Cosi il pranzo diventa un atto non solo necessario, ma anche "sociale" e un incontro piacevole.

Avremmo fatto un passo per migliorare il nostro rapporto formale con l'alimentazione,

Si raccomanda sempre di mangiare regolare, colazione, pranzo, cena, e non più di due spuntini, uno al mattino, uno al pomeriggio.
(Di suggerimenti riguardanti alla quantità, e alla qualità ne parleremo in seguito.)

Cosa significa per noi mangiare?
Quale importanza ha il cibo?

L'alimento non è semplicemente un insieme di sostanze nutritive inerte. Oltre le temute calori contiene calore, sapore, profumo, colore, forza vitale, energia. Il cibo non è semplicemente proteine, grassi, carboidrati.(Analizzeremo in seguito il significato di queste parole.)

Pensiamo un attimo all aspetto del nostro cibo preferito, o un pezzettino della cioccolata preferita. Oppure guardiamo i piatti esposti nei ristoranti, già con il loro aspetto ci invitano, senza aver ancora sentito il profumo. Ora possiamo capire che il cibo ci da piacere visivo, olfattivo, gustativo. Dal cibo si trae beneficio tutto il nostro organismo, ci sentiamo appagati, soddisfatti dopo un pranzo piacevole.

E qui rallentiamo un attimo. NON DOBBIAMO DIVORARE IL CIBO.
Dobbiamo concederci il tempo necessario per mangiare. Buona regola sarebbe mangiare lentamente, masticando più volte lo stesso boccone. Perché? Per poter dar luogo all'inizio della digestione, perché la ptialina (enzima che si trova nella saliva)
possa cominciare a "lavorare" attaccando il nostro boccone, ridotto a frammenti più piccoli possibili. Inoltre dobbiamo concedere un po' di tempo allo stomaco che possa mandare segnali verso il centro della sazietà, inibendo cosi il senso della fame. Nel frattempo possiamo gustare meglio il sapore del cibo, e non riempiamo lo stomaco troppo in fretta - inutilmente - con cibo eccessivo. Lo stomaco
essendo un organo cavo, ha la capacità di dilatarsi e contenere circa 1.5 litro di sostanze, può anche ricevere quantità in eccesso di cibo, ma è chiaro pero che lo sottoponiamo ad un super lavoro. (In condizioni normali per 3-4 ore lo stomaco mescola il cibo con degli enzimi digestivi, con il succo gastrico). Data la vicinanza col diaframma - si trova subito dopo - lo stomaco eccessivamente pieno impedisce i liberi movimenti dei muscoli respiratori, causando una caratteristica dispnea. Si potrebbe citare anche il senso di bruciore, la sonnolenza post-prandiale come conseguenze indesiderate di un pasto troppo abbondante.

Mangiare troppo è un altro errore. Sono oberati di lavoro anche il pancreas e il fegato. L'energia non consumata poi si trasforma in riserva di grasso - magari in eccesso.
Non dobbiamo trasformare il piacere di mangiare in fastidi, problemi di salute.

Fermiamoci un attimo per riflettere.

Per la nostra salute, che comincia dall'alimentazione dobbiamo fare le scelte giuste per quello che riguarda la qualità degli alimenti. Dobbiamo correggere eventuali comportamenti sbagliati, come la masticazione, il tempo dedicato al pasto, per non riempire lo stomaco troppo velocemente, con quantità eccessiva di cibo.

Tenendo presente questi piccoli accorgimenti siamo già sulla strada giusta per conservare la nostra salute, prevenendo alcuni disturbi.

Vediamo i componenti - macronutrienti - della nostra dieta:

Grassi o Lipidi
Ma è proprio vero che sono i nemici n° 1 della nostra salute?
Cosa sono?


Il termine arriva dal greco, LIPOS, che significa grasso. Sono sostanze organiche ternarie (C, H, O). Una caratteristica fisica dei grassi è che sono insolubili nell'acqua, e solubili nei solventi organici (alcoli, benzene). Chimicamente appartengono alle categorie degli esteri. Ci sono circa 600 tipi diversi di grassi.

Possono essere di origine vegetale, di solito in forma liquida, e si chiamano oli (olio di semi di arachidi, mais, girasole, vinacciolo, oliva, palma) e di origine animale, quest'ultimo si presentano - a temperatura ambiente - in forma solida (burro, strutto, lardo) e viene definito grasso.

Ci sono notevoli differenze fra le 2 categorie di lipidi per quanto riguarda il contenuto di acidi grassi (AG) insaturi. (Acidi Grassi: sono cosi definiti gli acidi organici carbossilici che entrano nella composizione dei lipidi.)

Si distinguono dalla presenza o NON presenza di doppi legami:

  • AG saturi: non è presente alcun doppio legame (es. acido palmitico)
  • AG monoinsaturi: è presente un solo doppio legame (es. acido oleico)
  • AG polinsaturi: sono presenti da 2 a 6 doppi legami (es. acido linoleico, acido alfa-linolenico, acido arachidonico, acido eicosapentenoico)

Diverse funzioni biologiche dei lipidi:

1. Significato plastico
Insieme alle proteine, compongono le membrane cellulari (film lipo-
proteico) a cui assicurano stabilità e permeabilità selettiva.

2. Significato funzionale --- isolante termico, rallentano la dispersione del calore attraverso il tegumento
---- forma i caratteri somatici, la fisionomia (funzione morfogenetica)
---- il tessuto adiposo periviscerale attutisce gli effetti conseguenti a
bruschi movimenti degli organi (funzione antitrauma)

3. Significato regolatorio
- precursori di ormoni steroidei, vitamine, sali biliari
- precursori di prostaglandine

4. Significato energetico
nutrimento con il più elevato valore energetico (1 g di lipide ossidato libera energia pari a circa 9 Kcal)

I lipidi si dividono in semplici e complessi.
  • semplici: sostanze organiche costituite solo da alcoli, ed acidi organici, definiti acidi grassi (trigliceridi, gli esteri del colesterolo, fitosteroli)
  • complessi: oltre alla componente lipidica sono presenti altre sostanze, quale; acido ortofosforico (fosfolipidi) zuccheri (glicolipidi) e proteine (proteolipidi).

Il grasso rappresenta la riserva energetica più importante.

Come abbiamo visto, i grassi sono importantissimi per diversi funzione e non dobbiamo escludere del tutto dalla nostra dieta. Poniamo attenzione alla quantità. Non eccedere. Si consigli circa 70 grammi di grassi al giorno, circa 20-25 % delle calorie totali introdotte. (Chiaramente la quantità può variare per ragioni di consumo d'energia superiore, es. gare, sforzi fisici, ecc.)
Gli acidi grassi mono e polinsaturi sono essenziali, per cui useremo olio di oliva - senza esagerare - e cercheremo di inserire nella nostra dieta il pesce 1-2 volte la settimana.

Quantità eccessive di lipidi possono causare un aumento di peso, obesità, inoltre rallenta la digestione e l'assimilazione.

I grassi sono fondamentali, non sono i nostri nemici, se riusciamo tenere "sotto controllo" la quantità.

PROTEINE

La parola "proteine" arriva dal greco: proteios che significa "occu0pa al primo posto". Fu usata la prima volta dal chimico olandese Mulder nel 1838 per mettere in evidenza il ruolo di primaria importanza di questa sostanza che occupa negli organismi viventi.

Sono costituite da alfa-aminoacidi, composti quaternari C, H, O, N, e qualche volta S (presenti negli aminoacidi solforati). Sono pertanto sostanze azotate, molto solubili in acqua. Rappresentano il 15 - 18 % del peso corporeo, e sono presenti oltre 50 000 differenti proteine nel nostro organismo.

In base alla composizione chimica si dividono in:
  • proteine semplici (gruppo proteico) legati fra loro con legame peptidico
  • proteine complesse o coniugate: gruppo proteico + gruppo prosteico (sostanze organiche od inorganiche NON di natura proteica)

Le proteine sono la fonte principale del materiale costruttivo per i muscoli, sangue, pelle, capelli, organi interni.

Il corpo umano necessita circa 22 differenti tipi di amino acidi (AA) per formare le proprie proteine. Maggior parte di questi possono essere sintetizzati dal nostro organismo tranne 8, chiamati amino acidi essenziali, perché devono essere forniti dalla dieta. Se manca solo uno delle AA - anche temporaneamente - la sintesi delle proteine si ridurrà alle stesse proporzioni del AA che è scarso o mancante.

Non tutti i cibi contengono tutti gli AAE. Quando un alimento contiene tutti gli amino acidi essenziale (generalmente di origine animale) viene definito "proteina completa". Gli alimenti che ne hanno una quantità minore, o contengono solo alcuni di AAE sono chiamati "proteine incomplete" (solitamente di origine vegetale).

Funzione delle proteine:
  • costituiscono la struttura dei tessuti
  • regolano il metabolismo (enzimi, ormoni)
  • trasportano molecole attraverso i liquidi circolatori
  • intervengono nella coagulazione del sangue
  • partecipano alla sinapsi
  • elaborano l'espressione dei geni

Una carenza proteica può causare difetti della crescita nello sviluppo dei tessuti.

Zuccheri o Glucidi

Il termine arriva dal greco glucos (o saccaride) significa dolce, carattere organolettico tipico degli zuccheri semplici.
Gli zuccheri sono sostanze ternarie costituite come i lipidi da C, H,O questi ultimi in rapporto 2:1 simile a quello dell'acqua per cui i glucidi sono detti anche carboidrati.

I glucidi secondo la loro struttura chimica sono divisi in:
  • monosaccaridi (glucosio, galattosio, fruttosio) costituite da una sola molecola
  • dissacaridi (saccarosio, lattosio, maltosio)
  • polisaccaridi (amidi)
  • polisaccaridi non amilacei
  • insolubili: cellulosa, emicellulosa (fibre alimentari)
  • solubili: pectine, fruttani, gomme, mucillagini

Tutti gli zuccheri vengono scissi dagli enzimi in monosaccaridi per l'assorbimento. I carboidrati complessi (amidi) per la scomposizione in monosaccaridi richiedono una prolungata azione enzimatica.

Gli zuccheri esercitano un effetto calmante e antidepressivo, favorendo indirettamente la sintesi di serotonina.

Spuntini a base di zuccheri semplici forniscono all'organismo energia all'istante aumentando il livello dello zucchero nel sangue. Il livello degli zuccheri nel sangue si abbassa rapidamente creando il senso di bisogno di cibi dolci (un cerchio vizioso).

Una dieta abbondante di amidi a zuccheri semplici può escludere altri cibi essenziali e creare delle carenze nutritive. Troppi zuccheri possono portare verso l'obesità, carie dentarie, diabete.

Questo non significa che non dobbiamo mangiare carboidrati, qualche dolcetto ci fa anche bene. Sottolineo come sempre la quantità.
Di solito si consiglia che il consumo di glucidi non superi il 50% delle calorie introdotte nell'arco della giornata.


Per eventuali consigli, domande, risposte.
Màcska Eva Cornelia
Naturopata - Bologna
Tel.338 239 4444

stellamarina25@fastwebnet.it





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Ripetiamo per i nuovi abbonati e per quelli vecchi che non hanno ancora aderito, l'invito a firmare la petizione online della Leva di Archimede contro la direttiva UE per la libertà di scelta in materia di diritto alla salute. Si raccomanda di non firmare due volte.

Per "firmare"on line: http://www.laleva.cc/petizione/italiano/petizioneit.html

Inoltre, per chi ritiene che valga la pena fare un piccolo sforzo personale in più, l'invito a scaricare i moduli cartacei (solo 33KB, pochi secondi di collegamento), stampare e portare alcune copie nella/e erboristeria/e di fiducia e chiedere loro di esporre i moduli assieme al testo della petizione al fine di contribuire alla raccolta delle firme di chi non può farlo online. Dovrebbero capire che è un'iniziativa che tutela il diritto alla salute di tutti ma anche il futuro della loro attività.
Piccoli sforzi individuali, se messi assieme, possono favorire grandi cambiamenti. Mai arrendersi!

Per scaricare i moduli: http://www.laleva.cc/raccoglifirme.rtf

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Continua l'iniziativa " TERAPIE NATURALI, DOVE? ". Stiamo cercando di costruire un database che sarà a disposizione degli abbonati che chiedono di conoscere se nella propria zona di residenza ci siano medici, centri od operatori sanitari orientati alla medicina naturale. Il nostro obiettivo è quello di creare un database dove inserire gli operatori suddivisi per provincia o regione e per specializzazione: omeopatia, chiropratica, pranoterapia, agopuntura, riflessologia, ecc. oppure per patologie trattate. Il vostro contributo quindi è determinante per poter fornire, a chi ne ha bisogno, la possibilità di una scelta il più possibile compatibile con le proprie esigenze. Chiediamo a chi è interessato ad essere inserito negli elenchi di farci sapere nome cognome, indirizzo, telefono e specializzazione. Chiediamo anche il contributo degli abbonati che possono proporre al proprio naturopata che forse non ci conosce ma che potrebbe essere interessato all'inserimento nel nostro database.
Giustamente è stato fatto notare che i medici non possono farsi pubblicità o descrivere la propria attività se non con la sola specializzazione.
Riteniamo che la forma scelta può non essere considerata pubblicità in quanto il database non sarà visibile liberamente su internet, sarà ad esclusivo uso dei lettori di Naturmedica, che potranno richiederci il nominativo di un operatore di zona, oppure se le richieste saranno in numero troppo elevato da gestire, ci potrà eventualmente essere un accesso protetto tramite password.
Grazie.
Potete inviare i dati cliccando il seguente link:

mailto:naturm@naturmedica.com







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