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In questo numero: - Libertà di scelta!!
LIBERTA' DI SCELTA !!

A costo di essere ripetitivi e quindi anche noiosi vogliamo riprendere l'argomento apparso sui numeri 44 e 45 di Naturmedica, ossia il tentativo, da parte della Commissione Europea, di limitare la libertà di scelta per quel che riguarda la nostra salute. Per cui rinnoviamo l'invito a firmare (una sola volta per nome) la petizione organizzata da La Leva di Archimede. Inviate questa richiesta anche agli amici. Per coloro i quali non possono firmare elettronicamente, possono venire a farlo alla fiera Sana di Bologna dal 12 al 15 settembre presso lo stand che ci ospita al padiglione 36 (adiacente all'ingresso Michelino) Stand D/79 . Lì potrete trovare anche alcune copie della petizione con i moduli per la raccolta delle firme da distribuire nelle erboristerie, presso naturopati, circoli, ecc.

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Estratto da:
http://www.laleva.cc/integratori/allerta_medicinali.html :

" " Da tempo sentiamo che esiste una "zona grigia" tra la medicina e gli alimenti. Per capirci qui sono collocati tutti quei prodotti che in molti paesi anglosassoni sono liberamente disponibili nei supermercati e nei negozi bio, ma che da noi ancora fanno venire i brividi a chi si occupa della nostra salute da funzionario ministeriale. In somma, questo "mercato grigio" da fastidio, soprattutto a chi vende farmaci ed ecco la Commissione Europea che viene a soccorrere. La Commissione propone di eliminare la "zona grigia" con un semplice trucco. Far rientrare tutti quei prodotti sotto la legislazione del farmaco.

Ma allora chi è abituato ad acquistare questi prodotti per curare la propria salute scoprirà presto che la legge ne ha fatto strage. Secondo noi, ci potremmo a breve trovare con un "mercato nero" vero e proprio, altro che zona grigia! Compreremo il Coenzima Q-10, le gocce di echinacea, le perle di aglio o quel nuovo tipo di vitamina E, i tocotrienoli, dallo spacciatore sotto casa invece che in erboristeria? " "

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Per non trovarci fra pochi anni a coltivare clandestinamente la nostra echinacea o quant'altro sul terrazzo di casa o nel mezzo di qualche campo di mais, dovremmo cercare di far recapitare il nostro punto di vista agli "illustri" politici e burocrati dell'Unione Europea che, nonostante le pessime condizioni in cui si trovano ad operare (stipendi, rimborsi spese, uffici, mezzi, ecc.) e dopo averci fatto sapere che per essere riconosciuto legalmente tale il cetriolo deve essere lungo 18 cm, mentre la carota 12 e la pesca un diametro di 8 cm (avremo sicuramente sbagliato i numeri, ma il concetto è questo), eroicamente ora si preoccupano così tanto per la nostra salute. Troveremo mai un modo per ringraziarli?............

Secondo una statistica:
MEDICI USA, TERZA CAUSA DI MORTE

Morti all'anno Causa
12.000 interventi chirurgici non necessari
7.000 errori di medicazione negli ospedali
20.000 altri errori negli ospedali
80.000 infezioni nosocomiali negli ospedali
106.000 effetti avversi delle medicazioni

JAMA N°284 (26 Luglio 2000)
per un totale di 225.000 morti all'anno, la terza maggiore causa di morte negli Stati Uniti, dopo le malattie cardiache ed il cancro.

Non abbiamo notizie di decessi legati all'uso di vitamine o minerali che la Commissione vorrebbe limitare.

Nel sito di La Leva troverai altri elementi per giudicare l'opportunità di un'azione incisiva su questo argomento:
http://www.laleva.cc/indexital.html
http://www.laleva.cc/petizione/italiano/intro_it.html

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Ecco il testo della petizione:
( http://www.laleva.cc/petizione/italiano/petizioneit.html )

Noi sottoscritti utilizzatori di prodotti naturali salutistici e di integratori alimentari chiediamo a legislatori ed amministratori in tutti i paesi europei ed ai delegati che partecipano alle discussioni del Codex Alimentarius di tenere conto di quanto segue:

considerando che si stanno discutendo delle proposte per regolamentare gli integratori alimentari sia al Codex Alimentarius che nel sistema legislativo europeo (Consiglio d'Europa e Parlamento Europeo);

considerando inoltre che in entrambe queste discussioni si stanno verificando forti pressioni da parte di interessi farmaceutici, atte a limitare l'efficacia e la disponibilità dei prodotti salutistici naturali e degli integratori alimentari a discapito della libertà di scelta dei consumatori e della pubblica salute;

considerando che i medicinali di produzione farmaceutica, registrati, prescritti ed utilizzati secondo le norme, sono la causa di centinaia di migliaia di morti ogni anno essendo diventati la terza o quarta causa di morte in molti paesi

considerando che gli integratori vitaminici ed altri prodotti salutistici naturali hanno "la fedina pulita" in quanto vengono utilizzati da milioni di consumatori nel mondo già da svariati decenni sostanzialmente senza che ci siano casi di morte associati al loro uso;

considerando che le ovvie pressioni da parte degli interessi farmaceutici tesi a limitarne l'efficacia e la libera disponibilità sono dettati da motivi di profitto e da considerazioni di quote di mercato, non da preoccupazioni per la salute dei consumatori;

considerando che un mantenimento della salute veramente efficace viene oggi raggiunto con l'uso diffuso dei prodotti salutistici naturali e degli integratori (vedi alcuni esempi dell'utilizzo preventivo delle vitamine) e considerando che non si debba impedire ai consumatori il libero accesso ai prodotti salutistici di loro scelta solamente a causa della distrazione del legislatore o a causa dell'avarizia degli interessi farmaceutici sopra menzionati, per queste ragioni, noi consumatori dei prodotti salutistici naturali e degli integratori alimentari, sia in Europa che nel mondo, constatiamo che:
1. I prodotti salutistici naturali e gli integratori alimentari sia in Europa che sul piano internazionale, hanno mostrato, in assenza di regolamenti internazionali specifici, di possedere una innocuità senza precedenti e di essere di grande beneficio secondo i risultati di studi scientifici e le testimonianze di esperienza personale dei sottoscritti;
2. Perciò non esiste ragione per limitare i dosaggi dei nutrienti essenziali negli integratori eccetto nei casi dove l'assunzione di queste sostanze ha comportato veri rischi alla salute;
3. Non esiste neanche ragione di limitare la disponibilità di nutrienti o altre sostanze ingredienti con la redazione di cosiddetti "elenchi positivi", tali che vengono proposti nelle attuali discussioni legislative;
4. La determinazione di limiti per la disponibilità di questi prodotti, anche imposti per ragioni di "tutela dei consumatori", metterebbe a serio rischio dei programmi per la promozione della salute pubblica e la prevenzione delle malattie così come l'esercizio delle metodiche di terapia non convenzionale.

Perciò chiediamo che

QUALUNQUE INIZIATIVA LEGISLATIVA EUROPEA O INTERNAZIONALE O VENGA STRUTTURATA IN MODO DA GARANTIRE IL LIBERO ACCESSO AI PRODOTTI SALUTISTICI NATURALI ED AGLI INTEGRATORI CHE SI SONO RIVELATI SICURI E CHE VENGONO RICHIESTI DAI CONSUMATORI, OPPURE VENGA MESSA IN DISPARTE.

QUALUNQUE TESTO LEGISLATIVO PROMOSSO NON CONTENGA PROVVEDIMENTI ATTI A LIMITARE I DOSAGGI DI NUTRIENTI O DI PRINCIPI ATTIVI IN QUESTI PRODOTTI ECCETTO DOVE SIA ASSOLUTAMENTE ED OVVIAMENTE NECESSARIO PER ALLONTANARE DEI PERICOLI VERI, NON PRESUNTI O TEORICAMENTE POSSIBILI, PER LA SALUTE DEI CONSUMATORI.

QUALUNQUE TESTO LEGISLATIVO PROMOSSO NON LIMITI IL CAMPO DI APPLICAZIONE E LA VARIETA' DELLE SOSTANZE INGREDIENTI ATTRAVERSO L'INTRODUZIONE DI ELENCHI LIMITANTI, SIANO ESSI "POSITIVI" o "NEGATIVI" ECCETTO QUANDO UNA SOSTANZA EVIDENTEMENTE E' STATA CAUSA DI EFFETTI DANNOSI SIMILI A QUELLI CHE OGGI SI INCONTRANO IN MOLTI DEI MEDICINALI APPROVATI E CONTROLLATI SECONDO LE NORME VIGENTI.

Sostenendo questi principi e chiedendo che legislatori ed amministratori tengano conto di quanto esposto sopra, firmiamo
=================================

Lettera spedita da La Leva agli eurodeputati italiani.
http://www.laleva.cc/integratori/letteradirettiva.html :

Gentile deputato,
Le scriviamo come componente o membro sostituto del Comitato Ambiente e Salute Pubblica, e comunque come membro del Parlamento Europeo.

Nelle prossime settimane Le verra' chiesto di pronunciarsi su una direttiva che dovrebbe dare regole certe in materia di INTEGRATORI ALIMENTARI.

Come Lei sa, questi prodotti contengono sostanze nutrienti, a cominciare da vitamine e minerali, e altre sostanze che vengono assunte per il loro effetto benefico e salutare.

Gli stati membri hanno raggiunto una "posizione comune", frutto di compromessi sul testo della direttiva, tuttavia permangono gravi perplessita' sul testo e sulla successiva messa in atto dei meccanismi di controllo proposti da esso.

Questi meccanismi quali la determinazione dei limiti massimi di dosaggio e l'approvazione o meno di sostanze che forniscono vitamine e minerali, saranno gestiti a livello di pura decisione amministrativa, senza piu' alcuna possibilita' di intervento del Parlamento e perfino dei governi degli stessi stati membri.

Molti consumatori di questi prodotti chiedono a Lei ed agli altri deputati del Parlamento Europeo un intervento che salvi la libera disponibilita' di integratori con dosaggi ed ingredienti che siano efficaci nella prevenzione delle malattie e in grado di ottimizzare la loro salute. Queste persone chiedono garanzie che i prodotti oggi disponibili un po' dappertutto non spariscano dal mercato a causa di una direttiva europea restrittiva come quella sotto discussione.

Lei avra' forse ricevuto un grande numero di messaggi di posta elettronica da persone che sono - a nostro avviso giustamente - preoccupate per la possibilita' di trovarsi in futuro senza certi prodotti naturali che hanno loro salvato la vita oppure hanno reso la loro esistenza tollerabile, spesso dopo aver tentato senza esito di risolvere problemi di salute con la medicina allopatica.

Oltre a persone che scrivono e protestano direttamente, molti consumatori hanno scelto di esprimere la loro preoccupazione in una petizione via internet, allestita dalla nostra associazione - La Leva di Archimede. Questa petizione, che gia' porta piu' di 25.000 firme di consumatori, puo' essere consultata direttamente in internet sul sito de La Leva:

http://www.laleva.cc/petizione/italiano/intro_it.html

La direttiva sotto esame

La direttiva proposta dalla Commissione ed accettata in linea di principio dagli stati membri, potenzialmente
- lede l'interesse dei CONSUMATORI introducendo restrizioni sulla disponibilita' di prodotti molto popolari per il mantenimento della salute;
- va contro l'esercizio delle MEDICINE NON CONVENZIONALI, limitando la futura disponibilita' di uno strumento importantissimo - i prodotti nutrizionali;
- sara' un DISASTRO PER LA PUBBLICA SALUTE, perche' elimina uno strumento PREVENTIVO di grande importanza;
- e' un provvedimento CONTRO LA PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA europea dei prodotti nutritivi per la salute, che si trovera' spiazzata in un mercato "a misura dei grandi giocatori";
ed infine
- portera' immensi GUADAGNI ALLE MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE istituendo un mercato "a misura loro".

Sono affermazioni serie queste, che non facciamo a cuor leggero, e siamo pronti a spiegare meglio:

Restrizioni alla liberta' di scelta

Sia il proposito di richiedere l'approvazione di tutte le sostanze fonti di vitamine e minerali (vedi annessi alla direttiva), sia quello di limitare i dosaggi impiegabili, (vedi art. 5) inevitabilmente elimineranno dal mercato europeo molti prodotti perfettamente innocui oggi disponibili. Basta sapere che sono piu' di trecento le fonti di vitamine e minerali escluse dagli elenchi annessi alla direttiva.

Inoltre, l'SCF, il Comitato Scientifico per gli Alimenti, nel suo lavoro di fissare limiti massimi di non tossicita' per le sostanze nutritive ha gia' rifiutato di fissare limiti per alcuni nutrienti, non a causa di una presunta tossicita' bensi' perche' non ritiene necessario fissare codesti limiti "perche' non ci sono", a dire dell'SCF "ragioni di necessita' nutritiva" per assumere questi nutrienti. L'SCF ha anche bocciato diverse forme di lieviti ricchi di minerali come fonte di questi minerali perche', sempre secondo l'SCF "troppo facilmente assorbibili".

Non ci si puo' certamente aspettare che il diritto della liberta' di scelta dei consumatori sia rispettato dopo il passaggio della direttiva sotto esame.

Le medicine non convenzionali nesessitano di questi prodotti

Lo stesso Parlamento Europeo, nella sua risoluzione A4-0075/97 sullo stato delle medicine non convenzionali, ha chiesto alla Commissione Europea di proporre una direttiva europea sugli integratori alimentari con il proposito di garantire norme di buona fabbricazione "senza restringere la liberta' di scelta dei consumatori". La risoluzione chiede inoltre di "far si che gli operatori (delle medicine non convenzionali) possano raccomandare l'uso di questi prodotti".

Secondo la nostra analisi, la proposta di direttiva non tiene conto del fatto che nell'esercizio delle medicine non convenzionali gli integratori di vitamine e minerali vengono utilizzati spesso e con grande successo. La direttiva non fa affatto nessun riferimento all'uso di questi prodotti nelle medicine non convenzionali.

Proprio i prodotti ad alto dosaggio e le formulazioni speciali verranno ELIMINATE dalla direttiva, mettendo in serio pericolo l'esercizio delle alternative alla medicina "ufficiale", quella medicina che ormai da anni e' completamente dominata da un paradigma esclusivamente farmaceutico.

Proponiamo che il Parlamento Europeo senta i rappresentanti delle medicine non convenzionali che utilizzano terapie nutritive, per rendersi conto del reale impatto che le disposizioni della direttiva avranno sul loro lavoro e sulla disponibilita' degli strumenti terapeutici.

La salute pubblica e le vitamine negli integratori

E' un fatto ormai appurato da anni, che molte delle cosiddette "malattie moderne", incluso il cancro e le malattie cardiovascolari, si potrebbero prevenire agendo sulla nutrizione. Le autorita' di vari stati membri stanno conducendo campagne in questo senso ("mangiate la frutta e le verdure in abbondanza", "la dieta mediterranea e' salutare" ecc.). Percio' limitare l'accesso alle sostanze nutritive attraverso una direttiva che abbassi i dosaggi disponibili, oppure che limiti severamente quali sostanze siano disponibili, ci sembrerebbe un'azione tutta contraria allo spirito delle conoscenze scientifiche sulla nutrizione.

Se da una parte l'Unione Europea ed i suoi stati membri fanno sforzi per educare i cittadini a mostrare maggiore consapevolezza della salute nelle loro scelte alimentari, sembra controproduttivo limitare dall'altra parte la scelta dei prodotti nutritivi disponibili a quelle persone che gia' si preoccupano di integrare con certi nutrienti la loro dieta!


La piccola e media industria soffrira'

Tradizionalmente i prodotti nutritivi e comunque naturali per la salute vengono prodotti da imprese di taglio piccolo e medio, e vengono distribuiti attraverso una rete di negozi specializzati nella vendita di prodotti naturali, biologici, integrali, ecc. In Italia questi sono circa 4000 erboristerie e in tempi piu' recenti veri e propri centri dell'alimentazione naturale.

Data la probabile eliminazione di molti prodotti oggi esistenti sul mercato e data altresi' la rigidita' imposta da elenchi di ingredienti super controllati che stroncheranno sul nascere ogni innovazione nella formulazione dei prodotti, questi produttori non riusciranno piu' a difendersi da una schiacciante concorrenza delle multinazionali del farmaco.

Gia' adesso le multinazionali stanno manovrando per entrare in questo mercato allettante attraverso i cosiddetti prodotti "nutraceutici", "cosmeceutici", "alimenti funzionali" e cosi' via.

Le procedure di legislazione comunitaria richiedono che venga fatto uno studio dell'impatto economico di nuove misure comunitarie sulle imprese piccole e medie. Chiediamo che venga fatto e reso pubblico questo studio sull'impatto che la direttiva in discussione avra' sulla piccola e media impresa.

Le imprese coinvolte sono produttori locali, distributori intermedi e negozi di prodotti naturali nei vari paesi dell'Unione Europea. I posti di lavoro messi in pericolo dalla direttiva saranno pure poca cosa nei confronti degli effetti sulla salute pubblica, ciononostante questi sono effetti importanti sul tessuto economico che meritano uno studio approfondito.

I guadagni delle multinazionali

Le multinazionali del farmaco stanno gia' entrando di forza sul mercato dei prodotti naturali rilevando alcune aziende del settore. Verranno ulteriormente fovorite in questa rapace "campagna di acquisti" volta ad una completa dominanza del mercato, dalla Direttiva sotto discussione.

Le procedure di approvazione di nuove sostanze ingredienti da aggiungere agli elenchi annessi alla direttiva sono del tipo "valutazione farmaceutica". Per ogni sostanza, i costi si aggirano su circa centomila Euro, costi che solo una grande impresa si puo' permettere di affrontare. Gli elenchi "di base" gia' oggi allegati alla direttiva riportano solo le sostanze gia' in uso nei prodotti farmaceutici da vari decenni, cioe' impiegabili dalle stesse multinazionali del farmaco senza ulteriori costi.

Le formulazioni di piu' recente introduzione (da parte dell'industria degli integratori) sono in genere migliori sotto il profilo della biodisponbilita', ma con la direttiva dovranno affrontare notevoli costi aggiuntivi, con la possibilita' di "non essere approvate" per qualche cavillo, a tutto vantaggio delle imprese multinazionali.

I prodotti con dosaggi alti di vitamine e minerali vengono quasi esclusivamente da produttori piccoli e medi, e sono destinati ad un mercato altamente specializzato di consumatori ben informati e di persone che consultano specialisti delle medicine non-convenzionali. Questo mercato sara' certamente eliminato dalla direttiva in discussione. I prodotti saranno semplicemente "non piu' disponibili", perche' trattandosi di una nicchia di mercato altamente specializzata, nessuna delle grandi multinazionali ne fornira' i prodotti necessari, semplicemente perche' non vedra' richiesta sufficiente per giustificare una costosa registrazione come prodotto medicinale.

La nostra domanda allora e':
E' vero che, come molti dicono, l'Unione Europea e' "fatta dalle multinazionali per conto delle multinazionali"?
Ci auguriamo che non sia cosi' e che la direttiva sugli integratori venga abbandonata.
Certamente nella forma attuale questa direttiva e' un dono alle grandi compagnie multinazionali del farmaco piuttosto che un provvedimento nell'interesse della salute pubblica.

Il mercato degli integratori, dopo l'avvento della direttiva sara' si' "ben regolamentato", ma a tutto vantaggio di un'industria del farmaco che si sta dimostrando incapace di stimolare la PREVENZIONE, dato che i suoi maggiori introiti derivano dalla MALATTIA.

Sperando in un Suo gradito riscontro, porgiamo i nostri piu' cordiali saluti

La Leva di Archimede - Roma

Associazione di consumatori per la liberta' di scelta
Il presidente
Vitale Onorato

altri link di interesse:

http://www.laleva.cc/integratori/allerta_medicinali.html

http://www.laleva.cc/integratori/direttiva_accettata.html

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