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In questo numero: - Un approccio integrato H.Q.I nella risoluzione del disturbo da attacchi di panico. - HQI e bambini.
UN APPROCCIO INTEGRATO H.Q.I. NELLA RISOLUZIONE
DEL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO.


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IL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO: "La misura
della resistenza che opponiamo alla vita, così possiamo
definire il panico, che nella sua saggia furia ci ribalta fuori
dalla nostra prigione di vetro." (Riza Psicosomatica, febbraio 2002)
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Sono alcuni anni che sperimento, in collaborazione con
l'équipe del Centro di Salute Integrata di Udine, un
protocollo d'interventi terapeutici efficaci nella risoluzione
del disturbo da attacchi di panico. Questo sistema di lavoro
è stato per circa due anni oggetto di una ricerca, effettuata
da una laureanda alla facoltà di Psicologia Clinica di
Bologna, Valentina Marsili di Ancona, (da diversi anni
volontaria dell'Associazione Il Centro ed ora responsabile
Marche), in collaborazione con la Clinica Psichiatrica di
Parma, che ha fornito i tests ed i criteri di valutazione.
I risultati della ricerca si stanno analizzando e verranno
presentati in un convegno sulle terapie integrate
complementari, che si terrà a Udine nel prossimo settembre
per la prima volta.
Intendo qui creare e definire le premesse teorico-applicative
di questo sistema integrato di guarigione, che ha dato
risultati molto soddisfacenti sotto il profilo dell'efficacia
(capacità reale di riduzione del problema), dell'efficienza
(tempi e costi di raggiungimento dell'obiettivo terapeutico)
e della permanenza dei risultati acquisiti.
Il protocollo d'interventi rientra nell'ambito delle
psicoterapie brevi (quindici-venti sedute di media); prevede
una sinergia d' interventi e sistemi fra professionisti diversi.
L'approccio integrativo HQI è sostanzialmente un
intervento globale sulla totalità dell'individuo, da noi
inteso come un'unione di funzioni fisiologiche, organiche,
emozionali, intellettuali e di autocoscienza.
Si opera quindi sull'alimentazione, il riequilibrio
energetico, la modificazione del sistema percettivo-reattivo,
l'intelligenza emotiva, lo sviluppo di una maggiore
capacità di sentirsi, scoprirsi, riconoscersi, ampliare la
coscienza di sé, dei propri condizionamenti e conflitti
interiori, scaricando e disintossicando l'organismo,
allentando le tensioni e i blocchi muscolari ed energetici.
INSIEME si può cambiare, si può eliminare la dipendenza
anche di anni dai farmaci; si può ritrovare autonomia ed
apprendere a gestire eventuali momenti futuri di crisi.
Ho scelto di approfondire in particolare questo tipo di
disturbo, perché da ragazzo ne ho sofferto per diversi mesi
e ciò mi ha stimolato a cercare soluzioni.
Le persone che abbiamo trattato nel nostro centro (la
ricerca ne valuta una ventina, ma sono state molte di più
negli anni) hanno una media di età tra i 20 e i 50 anni.
Spesso presentano una comorbilità (compresenza di
ulteriori disturbi) con sintomi agorafobici (paura degli
spazi aperti), claustrofobici (paura degli spazi chiusi),
ipocondriaci, di tipo depressivo, isterico, ansia
generalizzata, ossessivo-compulsivi.
E' fondamentale nella fase iniziale la valutazione precisa
della manifestazione sintomatica globale, l'anamnesi, la
definizione del problema dal punto di vista fisico, emotivo
e psichico. Gli attacchi vengono valutati come intensità e
durata, se sono situazionali o inattesi; i sintomi sono
analizzati nei dettagli. La raccolta dati iniziale prevede
l'utilizzo di tests specifici sulla personalità, disegni,
enneagramma per lo studio del carattere.

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I SINTOMI
Il DAP comporta diversi sintomi di natura somatica e
neurovegetativa: sensazioni di soffocamento e difficoltà
respiratoria, tachicardia e palpitazioni, vampate di caldo e freddo,
sudorazioni, formicolii, testa vuota, tremori, disturbi viscerali, per
citarne alcuni, e conseguentemente una forte reazione di ansia
psichica, paura di morire, impazzire, perdere il controllo.
Ciò porta ad una forte componente di ansia anticipatoria, che crea
le premesse per una condizione di autolimitazione fortemente
condizionante. Una persona su due non guida più l'automobile, una
su tre lascia il lavoro, la maggioranza conduce una vita di
segregazione, vincolata da comportamenti "evitanti" nei confronti
di luoghi e situazioni potenzialmente ansiogeni o associati agli
attacchi precedenti.
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Segue poi la fase di definizione dell'obiettivo terapeutico,
sia in termini di visione chiara di come il paziente desidera
la propria guarigione, sia (visto che gli ansiosi hanno una
forte spinta ad evitare) anche in chiave di ipotesi di dove
non vuole andare, ciò che vuole abbandonare.
Egli viene coinvolto attivamente fin dall'inizio in lavori ed
esercizi nell'ambito terapeutico, anche a casa.
Sempre nelle prime fasi della terapia si effettua inoltre una
revisione delle abitudini alimentari, inserendo un sostegno
con integratori e prodotti naturali, che favoriscano il
rilassamento e permettano la disintossicazione
farmacologia.
Il lavoro procede poi su un piano organico e bioenergetico
con le tecniche e gli strumenti somato-psichici
dell'approccio HQI.
Tecniche respiratorie a ritmi e frequenza specifiche,
abbinate a luci, colori, movimenti prestabiliti, che
apportano velocemente una profonda distensione muscolare
e del sistema nervoso, un'apertura respiratoria e
diaframmatica in particolare, una modificazione del pH
sanguigno, un rallentamento delle onde celebrali, una
stimolazione ed un riequilibrio delle funzioni epato-biliari
nonché gastro-intestinali, spesso coinvolte nella
somatizzazione ansiosa.
Qualsiasi restrizione della respirazione naturale è sia il
risultato sia la causa dell'ansia.
Se la situazione che produce ansia persiste ed è prolungata,
il disturbo respiratorio si struttura in tensioni toraciche ed
addominali. L'incapacità di respirare liberamente sotto
stress emozionale è la base fisiologica dell'esperienza
dell'ansia.

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Poiché il corpo è la base di tutte le funzioni di realtà,
qualsiasi accrescimento nel contatto di una persona con
il proprio corpo produce un miglioramento significativo
nell'immagine di sé, nelle relazioni, nella qualità del
pensare, del sentire e nella gioia di vivere.
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La maggior parte dei pazienti non è consapevole che i
problemi sono manifesti nel corpo, fino a che ciò non viene
coscientizzato esperienzialmente. Quando la respirazione e
le mobilità sono liberate dalle restrizioni, dalle tensioni
croniche, il funzionamento fisico e psichico migliora, a
condizione che ci sia un miglioramento concomitante e
corrispondente della comprensione della realtà, sia sul
piano psichico sia su quello interpersonale.
Proseguendo nel lavoro, a questo tipo di interventi si
abbinano quindi approcci di counselling integrativo e
strategico come intervento sul piano emozionale, cognitivocomportamentale
e coscienziale. Sul piano dello sviluppo
dell'intelligenza emotiva, il paziente va educato ad una
riduzione dei conflitti emozionali con gli stati di paura ed
ansia, ma non solo.

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CERVELLO E PANICO
Nel panico i neuroni del Locus Ceruleus, all'interno del
mesencefalo, vengono attivati in modo anomalo dalla crisi. Tutto il
Sistema Nervoso Centrale viene coinvolto nella sensazione del
panico. I nuclei respiratori, che si trovano nel midollo allungato (o
"ponte"), vengono sensibilizzati in maniera errata, così da far
ritenere insufficiente l'apporto di ossigeno. Sono conseguenza di
ciò le caratteristiche crisi respiratorie.
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Spesso il DAP è correlato ad una forte soppressione di
impulsi emotivi ed istintuali (Peter Pan e il mitico dio
ellenico Pan), tra cui impulsi erotici, aggressivi, creativi,
trasgressivi. Forti sono il senso di vergogna e la frustrazione
depressiva conseguenti al DAP, che vanno compresi ed
integrati nel percorso.
Va necessariamente allentata la morsa repressiva e
giudicante della parte morale-razionale, dell'eccessivo
autocontrollo presente sempre nelle personalità che
sviluppano questo genere di disturbo.
Il conflitto viene coscientizzato, ed al suo posto viene
favorito un approccio interiore a sé, agli altri e alla vita, che
sia più sano, benevolo, comprensivo e collaborativo.
Spesso al momento opportuno viene inserita nel percorso la
frequenza ad un seminar di Integrazione Somato-Psichica,
per l'acquisizione di tecniche di gestione emozionale da
utilizzare poi autonomamente.
Una parte rilevante del lavoro prevede anche l'applicazione
di strumenti e metodologie di terapia breve e strategica ed
ipnosi senza trance (di Watzlawick e Nardone, Mental
Research Institute, Palo Alto-USA), per modificare il modo
di interpretare e reagire alle situazioni ansiogene, aiutando
a trasformare il nemico (l'attacco di panico) in un alleato,
una potente fonte di energia cui attingere, una sorgente di
informazioni e di necessità interiori.

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COS'E'
L'ansia patologica può assumere diverse forme. Il Disturbo da
Attacchi di Panico (DAP) è caratterizzato da crisi di angoscia ed
ansia acuta parossistica, che si manifestano in modo imprevedibile
e incontrollabile, spesso senza apparenti legami con eventi esterni
fisici.
I dati nazionali rilevano che il 90% degli italiani dichiara di soffrire
di timori immotivati; il 30-35% prova panico sporadicamente; il
15% soffre di DAP, oltre due milioni di persone ne soffrono
abitualmente, il 15% circa lo ha sperimentato almeno una volta
nella vita.
Le più colpite sono le donne: due a uno rispetto agli uomini. L'età
di insorgenza è intorno ai 15 - 16 anni, ma si sta abbassando
sempre di più; la fascia più colpita si colloca fra il 18 e i 40 anni.
Per quanto riguarda il contesto ambientale e socio-culturale di
appartenenza, il DAP è molto più diffuso negli ambienti urbani che
in quelli rurali; colpisce persone di cultura media e medio-alta.
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In questa fase finale vengono utilizzate all'occorrenza
metafore terapeutiche, prescrizioni specifiche del sintomo,
esercizi di role-playing, negoziazioni interiori, tecniche di
programmazione neuro-linguistica, Gestalt, analisi
transazionale, visualizzazioni guidate, letture ed esercizi di
scrittura libera, affermazioni e ristrutturazioni congnitive,
desensibilizzazione sistematica.
La percezione dell'ansioso spesso ingigantisce la
pericolosità di ciò che gli accade interiormente o
esteriormente; egli tende a svalutare le proprie risorse e
capacità di gestire la situazione.

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"La paura bussò alla porta, il coraggio andò ad
aprire: non c'era nessuno".
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Generalmente già nelle prime dieci sedute si possono
riscontrare miglioramenti sintomatici e coscienziali
considerevoli, costantemente monitorati.
Nella parte finale aumenta la fase di comprensione del
meccanismo di costruzione e mantenimento del problema:
come nasce, da cosa, perché e come prevenirlo, gestirlo e
sviluppare sempre maggiore autonomia e autogestione.
Finita la fase più propriamente terapeutica, verificata la
raggiunta autonomia, si stabilisce un programma
preventivo e di mantenimento. In tal senso ci avvaliamo dei
programmi di educazione permanente al benessere ed alla
salute proposti dall'associazione Il Centro: dai gruppi di
tecniche HQI, al programma ISP, al lavoro corporeo SECO,
che così bene garantiscono un'ideale prosecuzione dello
stato di consapevolezza e volontà, orientati alla salute ed al
benessere psicofisico

Gianluigi Giacconi, psicologo
Direttore Didattico Scuola di Naturopatia HQI
Human Quality Improvement Udine



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Continua l'iniziativa " TERAPIE NATURALI, DOVE? ". Stiamo cercando di costruire un database che sarà a disposizione degli abbonati che chiedono di conoscere se nella propria zona di residenza ci siano medici, centri od operatori sanitari orientati alla medicina naturale. Il nostro obiettivo è quello di creare un database dove inserire gli operatori suddivisi per provincia o regione e per specializzazione: omeopatia, chiropratica, pranoterapia, agopuntura, riflessologia, ecc. oppure per patologie trattate. Il vostro contributo quindi è determinante per poter fornire, a chi ne ha bisogno, la possibilità di una scelta il più possibile compatibile con le proprie esigenze. Chiediamo a chi è interessato ad essere inserito negli elenchi di farci sapere nome cognome, indirizzo, telefono e specializzazione. Quindi chiediamo anche il contributo degli abbonati che possono proporre al proprio naturopata che forse non ci conosce ma che potrebbe essere interessato all'inserimento nel nostro database.
Giustamente è stato fatto notare che i medici non possono farsi pubblicità o descrivere la propria attività se non con la sola specializzazione.
Riteniamo che la forma scelta può non essere considerata pubblicità in quanto il database non sarà visibile liberamente su internet, sarà ad esclusivo uso dei lettori di Naturmedica, che potranno richiederci il nominativo di un operatore di zona, oppure se le richieste saranno in numero troppo elevato da gestire, ci potrà eventualmente essere un accesso protetto tramite password.
Grazie.
Potete inviare i dati cliccando il seguente link:

mailto:naturm@naturmedica.com

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HQI E BAMBINI: POTENZIAMENTO PSICO-FISICO, PREVENZIONE E TERAPIA

Da pochi mesi, presso l'Associazione Culturale per lo Sviluppo
Integrato dell'Essere IL CENTRO, è partito un gruppo
promozionale "HQI bambini" a cui partecipano ragazzi dagli 8 ai
12 anni.
Personalmente sono molto felice che anche questa fascia d'età
possa avvicinarsi ad uno strumento di prevenzione e
potenziamento psicofisico così efficace come le tecniche HQI.
Possiamo qui considerare gli effetti sul piano fisico, emozionale e
mentale, sempre tenendo conto che: 1. si lavora sul corpo inteso
come sintesi di tutti questi aspetti, e 2. "muovendo" il respiro si
muovono emozioni e si porta "aria" nel pensiero.
EFFETTI ORGANICI
Le tecniche HQI sono tecniche posturali-respiratorie che agiscono
su tutto l'organismo ed in particolare sull'apparato cardiocircolatorio
(attraverso il potenziamento dei polmoni), sull'assetto
della colonna vertebrale e delle grosse articolazioni (attraverso le
posture specifiche che caratterizzano il lavoro). Ne deriva che gli
effetti più evidenti sono il rafforzamento della funzione vitale del
respiro, che comporta una maggiore ossigenazione dei tessuti ed
una più completa eliminazione tossinica, nonché la prevenzione
delle deviazioni della colonna vertebrale.
Queste ultime, in particolare la scoliosi dorsale, sono favorite dal
difetto di calcificazione ossea a sua volta legato a fattori
costituzionali, errori alimentari, carenze minerali e vitaminiche,
carichi troppo pesanti (zaini scolastici), prolungati atteggiamenti
viziati, fasi di eccessiva rapidità di crescita, mancanza di attività
fisica corretta.
Attraverso un tempo adeguato di pratica, è possibile rafforzare la
colonna vertebrale ed i muscoli para-vertebrali, garantendo un
perfetto allineamento della schiena.
EFFETTI EMOZIONALI
La scarsa espansione del torace, così comune ormai sia negli
adulti sia nei bambini (che imparano a respirare per imitazione
dagli adulti), si associa spesso ad una situazione di ritenzione
emotiva. Questo significa che le emozioni non riescono a fluire
liberamente nel corpo. Così, tante emozioni, come per esempio la
rabbia e la tristezza, rimangono inespresse, trattenute a livello del
petto e del plesso solare (lo stomaco fisico).
A ciò possono conseguire nel tempo disturbi cronici e di difficile
trattamento, come mal di pancia, catarri cronici e sindromi
allergiche, disturbi comportamentali e di relazione con gli altri.
Rieducando la funzione respiratoria si facilita una maggiore
espressione emozionale, grazie anche allo sblocco del diaframma.
E' proprio per questo che il gruppo "HQI bambini" è associato al
programma di psicomotricità, il quale lavora esplicitamente sullo
sblocco emozionale e sulla comunicazione attraverso il gioco: le
tecniche HQI potenziano il lavoro e lo amplificano.
EFFETTI MENTALI
Si è riscontrato un abbassamento a livello di tensione mentale e
conseguentemente un effetto antistress, con comparsa di onde
cerebrali tipiche degli stati di rilassamento. Inoltre, si è verificato
un maggiore equilibrio tra la parte destra e la parte sinistra del
cervello, condizione necessaria per una maggiore integrazione
dell'aspetto emotivo con quello logico-razionale. Il lavoro stesso
porta ad un'educazione alla presenza nel "qui ed ora", con
graduale aumento della capacità di concentrazione e
focalizzazione. Da tutto ciò si può prevedere un miglioramento
delle capacità applicative dei bambini nello studio.
A scopo più strettamente terapeutico, è necessario accompagnare
le sedute di gruppo con una o due sedute settimanali di terapia
individuale, per una durata di circa 40 minuti l'una.
Ilaria Forte
medico naturopata, docente di alimentazione
Scuola di naturopatia HQI Human Quality Improvement, Udine



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