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In questo numero: - Un alimento da rivalutare: l'uovo. - L'aspirina: è tutto oro quel che luccica?
Un alimento da rivalutare: l'uovo.

Quante volte abbiamo sentito medici e nutrizionisti affermare che le uova possono influire negativamente sulla nostra salute? Una delle più comuni asserzioni è quella che favoriscono l'aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e quindi l'insorgenza di malattie cardiache. Affermazione parzialmente vera perché in effetti le uova possono innalzare i valori di colesterolo, ma del tipo HDL, cioé quello buono.
Come già diverse ricerche hanno confermato, non ci sono collegamenti fra l'aumento di malattie cardiache o infarto e il consumo di uova.

Il colesterolo: non potremmo farne a meno.

Siamo continuamente bombardati da informazioni negative sul colesterolo nonostante esso sia indispensabile e non potremmo vivere senza. Molto del colesterolo presente nel nostro corpo è prodotto dal fegato. Se non assumiamo colesterolo a sufficienza dagli alimenti, il fegato ne produrrà in maggior quantità perché esso è necessario per isolare le fibre nervose, per mantenere le membrane cellulari, per produrre vitamina D, alcuni ormoni e succhi digestivi. Quindi mangiare uova, che contengono colesterolo, può aiutare il nostro fegato a produrre meno colesterolo e quindi lavorare meno.

In uno studio clinico alla dieta di 24 adulti sono state aggiunte due uova al giorno per un periodo di 6 settimane. Alla fine del test è stato misurato un aumento del 4% di colesterolo totale, mentre l' aumento di HDL è stato del 10% (Journal of Internal Medicine, 1994). Però, nonostante questo e numerosi altri studi, molte organizzazioni mediche continuano a non ammettere che le uova possono migliorare i valori di colesterolo.

L'alimento perfetto?

Mentre molti alimenti sono un'ottima fonte di minerali e vitamine, i nutrienti che riceviamo dalle uova sono fra i più importanti. Se poi paragoniamo il costo rispetto altri alimenti per ottenere la stessa quantà, ad esempio di proteine, allora le uova possono essere considerate come una delle migliori scelte alimentari. Purtroppo l'aver convinto le persone a buttare via il tuorlo, molti medici hanno così eliminato la parte più nutritiente dell'uovo. Se elimini il tuorlo, ti priverai dei seguenti importanti nutrienti.

PROTEINE. Sarà difficile trovare un altro alimento che contenga gli otto aminoacidi essenziali, che sono i componenti fondamentali delle proteine. Siccome il nostro organismo non produce questi elementi, dobbiamo necessariamente ricavarli dagli alimenti o da integratori. Se poi si associano le uova con altre proteine, si ottiene molto di più che un semplice aumento di contenuto proteico. Le proteine delle uova, quando prese assieme ad altre fonti proteiche, come ad esempio formaggio o pancetta, aumentano la utilizzabilità delle proteine disponibili.

CAROTENE. Uno degli obiettivi della moderna medicina è anche quello di sconfiggere la degenerazione maculare dovuta all'invecchiamento. D'altra parte però consiglia di eliminare proprio il cibo che potrebbe diminuirne il rischio. Le uova sono una fonte superiore di luteina e zeaxantina, due carotenoidi che hanno provate capacità di diminuire del 43% il rischio di tale patologia. Il primo vero passo per un'efficace prevenzione sarebbe proprio quello di iniziare ad inserire le uova nella nostra dieta.

COLINA. Appartenente al gruppo delle vitamine B, la colina serve per produrre lecitina e un neurotrasmettitore chiamato acetilcolina. (I neurotrasmettitori trasmettono gli impulsi nervosi). Aiuta anche a diminuire il colesterolo. Alcune sue forme come il dimetilaminoetanolo e la fosfatidilcolina secondo alcuni studi possono migliorare le capacità di apprendimento come pure migliorare la memoria. In altre prove di laboratorio la colina ha dimostrato di ridurre la massa grassa corporea.
Oltre il 99% della colina in un uovo si trova nel tuorlo.

VITAMINA B12. L'omocisteina è un aminoacido che quando presente ad alti livelli nel nostro corpo ci pone a grande rischio di malattie cardiache. La vitamina B12, l'acido folico e la vitamina B6 (che troviamo anche nelle uova) aiutano a ridurre i livelli di omocisteina eliminandone una parte.
Più di 2/3 di vitamina B12 in un uovo si trova nel tuorlo.

CALCIO. Molti nutrizionisti spingono per un maggiore consumo di alimenti arricchiti con calcio, però spesso dimenticano che le uova sono un'ottima fonte di questo minerale. I giardinieri orientati biologicamente utilizzano i gusci d' uovo per aumentare il livello di calcio del terreno in modo da ottenere piante rigogliose. Ma anche l'interno dell'uovo è ricco di calcio, specialmente il tuorlo.

ZINCO. Senza lo zinco il nostro corpo non riuscirebbe a produrre più di 200 enzimi, alcuni dei quali sono essenziali per il sistema immunitario. Ne abbiamo bisogno anche per produrre globuli bianchi e sostenere l'attività dei neutrofili (che eliminano i microorganismi), dei linfociti T (necessari per sconfiggere le infezioni) e delle cellule natural killer. Alcuni scienziati giapponesi hanno dimostrato una relazione fra la carenza di zinco e il peggioramento transitorio dell'apprendimento. (Brain Research,2000)

ZOLFO. Questo nutriente è divenuto (un po') popolare nella forma del metilsulfonilmetano (MSM). I benefici comprendono riduzione delle infiammazioni, disintossicazione e protezione antiossidante. Le uova intere provvedono un'aggiunta di zolfo alla nostra dieta.

MAGNESIO. Grandi sono i benefici che questo minerale può portare alla nostra salute. Può essere molto utile in caso di ipertensione, emicranie, fibromialgia ed altri disturbi. Ricercatori israeliani hanno scoperto che l'acqua rinforzata con magnesio inibisce l'aterogenesi (depositi grassi sulle pareti delle arterie).

Altre vitamine e minerali che troviamo nelle uova sono la vitamina A, la D, la E e la K, ferro, riboflavina, niacina, potassio, sodio e lipoproteine, tutti elementi essenziali per una dieta sana.



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L'aspirina: è tutto oro quel che luccica?
L'aspirina, coi suoi derivati, è il farmaco più venduto al mondo. Ma chi cura con le Medicine complementari non la consiglia a causa dei suoi effetti collaterali....
di Luciano Rizzo


Per anni è stato considerato un “farmaco miracoloso”: chi lo prende nel giro di un ora vede svanire i suoi sintomi dolorosi. Ma è tutto oro quel che luccica?

Fin dal 1970 si sa che l’ aspirina agisce su tutti i meccanismi che provocano l’ infiammazione nell’ organismo. In particolare è noto che agisce inibendo le prostaglandine. Esse sono ormoni che agiscono modulando sia in verso antinfiammatorio che proinfiammatorio l’organismo.

Una conferma del meccanismo antinfiammatorio viene da ricercatori della Johns Hopkins University .

Essi hanno scoperto ora che l'aspirina inibisce l'interleuchina 4, una proteina coinvolta nelle reazioni allergiche e nelle infiammazioni. Negli esperimenti effettuati dei linfociti T sono stati coltivati in presenza di aspirina. La riduzione ottenuta dei livelli di interleuchina 4 fa ritenere che l'aspirina blocchi una regione di DNA che codifica un promotore di questo ormone.

Cosa succede quando viene inibita la produzione degli ormoni che causano l’infiammazione? A livello sintomatologico gli effetti sono spettacolari: i sintomi calano di intensità in maniera rapida.

Ma ci sono effetti collaterali?

Pensiamo all’infiammazione che abbiamo sperimentato più frequentemente nella nostra vita: il famigerato brufolo. La pelle diventa rossa, si gonfia, prude e fa un po’ male. Dopo poco si forma una piccola raccolta di pus che diventa solida e viene espulsa, in genere senza lasciare reliquari se non tocchiamo la zona. Questo meccanismo è uguale in tutto il corpo. Quando in una zona c’è un eccesso di cataboliti tale meccanismo si riproduce finche le tossine non vengono eliminate.

L’infiammazione è il meccanismo di cui la natura ci ha dotato per eliminare l’eccesso di sostanze tossiche che non riusciamo ad espellere attraverso gli organi emuntori.

Torniamo quindi all’aspirina per capire se ha effetti negativi.

A livello biochimico l’ acido arachidonico (precursore delle prostaglandine che portano all’infiammazione) si trasforma in leucotrieni. Essi sono i mediatori delle allergie. Aumenta quindi la tendenza alle allergie dell’organismo che assume l’ aspirina o i suoi derivati.

A livello tessutale le tossine presenti in quel momento nel corpo non vengono eliminate totalmente. Si accumulano e vengono in parte “immagazzinate” nel mesenchima, il tessuto di sostegno che avvolge e circonda tutte le cellule. Qui possono rimanere anche per decenni, secondo la nostra esperienza. Diminuiscono perciò la funzionalità dell’organo in cui si fermano.

E allora? In Medicina Complementare si usano Omeopatia, Fitoterapia e Terapie fisiche per “modulare” l’infiammazione, evitando accuratamente di bloccarla.

E nella vita quotidiana come comportarci verso il farmaco “miracoloso”?

In occasioni importanti avere un farmaco che ci fa star bene subito può essere di grande aiuto. In tutte le altre situazioni ricordiamo che se ci viene mal di testa c’è sempre una causa, ed è bene trovarla in fretta. O prepariamoci a convivere dopo alcuni anni con qualche disturbo cronico.

Articolo tratto da: http://www.biospazio.it , sito di medicina naturale.






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