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In questo numero: - La pianta della settimana: aloe vera - Un problema tutto femminile: SPM
Aloe vera

L'aloe è una pianta originaria dell'Africa, ma oggi la possiamo trovare in
tutto il mondo. Gli antichi Egizi e i Greci usavano l'aloe per guarire
ferite e infezioni della pelle. In America fu usata all'inizio come
lassativo e più tardi per scottature, ulcerazioni della pelle e irritazioni
minori. Si conoscono più di 240 specie, ma solamente 4 hanno dimostrato un
valore nutritivo. Fra queste la più potente è la Aloe Bardensis Miller
(aloe vera) che contiene diversi aminoacidi, enzimi, minerali e vitamine. I
componenti dell'aloe si ricavano dalle foglie che sono costituite dalla
buccia che contiene la linfa, lo strato di lattice che contiene il suo
succo amarognolo e il parenchima o strato gelatinoso.
Può essere di beneficio per una varietà di disturbi. E' stato dimostrato
scientificamente che aiuti il processo di guarigione delle ferite, di avere
effetti antiinfiammatori nel caso di danni alla pelle e per favorire una
più veloce guarigione dalle scottature. Sono conosciute anche le sue
proprietà immunoprotettive, immunostimolanti e antivirali. In combinazione
con la vitamina E, è riuscita i a rallentare lo sviluppo di tumori del
fegato e causando la regressione di tumori provocati nei topi.

Guarigione delle ferite

La guarigione delle ferite è un processo nel quale il tessuto danneggiato
si ricostruisce da solo in una serie di azioni complesse. Questo ripristino
è ottenuto principalmente dalla sintesi della matrice del tessuto
connettivo. Il collagene è la maggiore proteina del tessuto connettivo ed è
il componente che contribuisce alla resistenza della pelle alle lesioni.
L'aloe ha dimostrato di migliorare la guarigione delle ferite aumentando
la sintesi del collagene così come la sua degradazione, in questo modo
influenzando il ricambio del collagene nei tessuti lesionati. Alcuni studi
su trattamento con aloe sia orale che topico hanno aumentato il contenuto
di collagene nei tessuti e stimolato le capacità di autoguarigione
dell'organismo.

Psoriasi

La psoriasi è una malattia cronica della pelle caratterizzata da
incrostazioni e infiammazioni. In uno studio a doppio cieco per valutare
l'efficacia clinica e la tollerabilità di applicazioni locali di crema di
estratto di aloe (0,5%), a 60 pazienti è stata applicata una crema a base
di aloe tre volte al giorno, per 5 giorni la settimana per un massimo di 4
settimane. I pazienti furono esaminati su base settimanale. Lo studio fu
effettuato per 16 settimane più ulteriori 12 mesi . Il trattamento fu
tollerato bene da tutti i pazienti, senza accusare reazioni secondarie.
Alla fine dello studio l'estratto di aloe vera avava curato 25 pazienti su
30 (83,3%) mentre solo 2 pazienti su 30 del gruppo cui fu somministrato un
placebo aveva ottenuto risultati positivi. Inoltre, ci fu un 82,8% di
eliminazione delle placche psoriasiche nel gruppo trattato con aloe
rispetto il 7,7% del gruppo trattato con placebo.

Esposizione al sole

In uno studio eseguito su animali di laboratorio si è riscontrato che
l'applicazione locale di gel a base di estratto di aloe barbadensis può
regolare le risposte immunitarie prevenendo la fotosoppressione, cioé la
soppressione del sistema immunitario dovuta all'esposizione ai raggi
ultravioletti.

Stimolazione del sistema immunitario

In uno studio si è riscontrato che un componente dell'aloe può aumentare la
risposta immunitaria stimolando la fagocitosi, cioé la soppressione delle
cellule estranee da parte dei macrofagi, "i soldati" del sistema
immunitario.
In presenza di un microorganismo estraneo, la riposta immunitaria, la
fagocitosi, è aumentata del 45% nelle cellule trattate con il composto di
aloe, mentre nel gruppo di controllo, non trattato, solo il 25%. Il tasso
di efficacia dei macrofagi è aumentato proporzionalmente al tempo di
esposizione al composto di aloe. Dopo 10 minuti la loro capacità di
soppressione dei microorganismi è stata del 38% , mentre nel gruppo di
controllo con cellule non trattate, da 0 a 5%. Quando i macrofagi furono
esposti per 60 minuti, il 98% dei microorganismi furono soppressi, contro
lo 0-5% del gruppo di controllo.
In questo studio si è anche esaminata la capacità antivirale presente in
estratti di alcune piante. I tests furono effettuati su vari virus: herpes
simplex 1 e 2, varicella-zoster, influenza, adenovirus e rinovirus. I
risultati hanno mostrato che i componenti attivi dell' aloe rendevano
inattivi tutti i virus escluso il rinovirus e l'adenovirus.

Anti-cancro

Diversi studi hanno trovato che l'aloe può avere capacità anti cancro.
Alcuni ricercatori hanno scoperto che la vitamina C assieme all' estratto
di aloe sono capaci di ridurre la gravità di epatocarcinogenesi chimica,
che è uno sviluppo del cancro al fegato. In questo studio, i ricercatori
hanno indotto chimicamente cellule del cancro al fegato nei ratti di
laboratorio e quindi esaminato lo sviluppo. Quando la vitamina C o l'aloe
vera furono somministrate ai ratti cui fu indotto il cancro, gli
indicatori biochimici del cancro che prima erano aumentati subirono un
arresto nella crescita.
In particolare alcuni indicatori nel sangue si ridussero in meno di un mese
con un'integrazione con aloe e in circa due mesi con supplementi a base di
vitamina C.
C'è sempre una maggiore evidenza che i radicali liberi giochino un
importante ruolo nell'inizio e nella progressione del cancro. Uno studio
ha indagato sull'attività antiossidante del Roidex, una combinazione di
squalene, vitamina E e aloe vera. Lo scopo di questo studio era quello di
determinare se questa formula fosse capace di prevenire lo sviluppo di
tumori indotti chimicamente e causare la regressione di tumori già formati.
I risultati furono una regressione dei tumori del 33,34% nei topi trattati
con il Roidex, mentre nel gruppo trattato solo con olio minerale e
squalene solo il 3,44% aveva avuto una regressione.

Lassativo

L' aloe è stata utilizzata per anni come lassativo, questo all'inizio è
stato il suo uso principale. Nei casi di costipazione cronica l'aloe
assieme alla celidonia e allo psillio ha permesso (scusate per i
particolari) un incremento delle defecazioni, con feci piu soffici e
riduzione progressiva della dipendenza dai lassativi.

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Un problema tutto femminile: SPM

La SPM, meglio conosciuta come sindrome premestruale, colpisce milioni di
donne, in genere da 3 a giorni a due settimane prima di ogni ciclo
mestruale.
Molti sono i sintomi associati, fra gli altri: depressione, dolore e
sensibilità al seno, ansia , mal di testa, sbalzi di umore, irritabilità.
Alcuni accorgimenti dietetici possono portare qualche beneficio, cioé:

  • evitare il consumo di carboidrati a rapido assorbimento (zuccheri semplici, dolciumi)
  • evitare il consumo di alcool e caffé
  • mangiare cibi integrali, molta verdura e frutta
  • limitare il consumo di latte e latticini
  • condire gli alimenti con olii vegetali (girasole) e mangiare semi di lino, girasole, sesamo e zucca, ricchi di acido linoleico
  • non fumare
  • fare regolarmente esercizio fisico

Recentemente degli studi a doppio cieco hanno evidenziato che l'uso di
integratori di calcio possono ridurre notevolmente i sintomi associati a
questo disturbo, incluse depressione, ansia, dolore al seno mal di testa e
dolori di varia natura. La dose giornaliera suggerita in questo caso è di
1,2 mg di calcio.
L'erba vitex agnus-castus, un arbusto della stessa famiglia della verbena,
è ampiamente usata in Germania per il trattamento della SPM. Di questa
pianta vengono usate le bacche essicate.
Un' altra opzione con una buona efficacia terapeutica è l'uso di olio di
enothera, ricco di acidi grassi polinsaturi, particolarmente di acido
lioleico e gamma-linoleico (che troviamo anche nel latte materno). Dosaggio
giornaliero consigliato da 2 a 4 gr da prendere ai pasti.
Fra gli studi più recenti troviamo l'impiego di estratti di Ginkgo biloba
che può aiutare nel caso di ritenzione di liquidi e delicatezza del seno.
Il dosaggio consigliato è di 40-80 mg, tre volte al giorno, di estratto di
ginkgo contenente almeno il 24% di flavonoli glicosidi. Il ginkgo sembra
del tutto privo di effetti secondari, ma ci sono alcune specifiche
preoccupazioni in caso di emmorragie. Persone con emofilia dovrebbero
assumerlo sotto controllo medico.
Comunque, alla luce degli studi più recenti, l'integrazione con calcio
sembra la più efficace fra le opzioni qui descritte.

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