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In questo numero: - Fitoterapia: Ginkgo Biloba. - Aromaterapia per la calvizie. - Soia e cancro alla prostata. - La posta dei lettori.
Ginkgo Biloba

Il ginkgo è un fossile vivente, studi geologigci indicano che questo albero
cresca sulla terra già da 150-200 milioni di anni. Si ritiene che gli
antichi monaci cinesi lo considerassero una pianta sacra. E' stato portato
per la prima volta in Europa nel 1700 ed ora è una specialità medicinale in
Francia e in Germania. E' una delle erbe più studiate nel mondo.
Durante gli ultimi 30 anni, più di 300 studi hanno fornito evidenza clinica
che il G. prevenga e porti beneficio a molti problemi in tutto l'organismo.
Sta guadagnando considerazione come tonico del cervello che aumenta la
memoria, visti i positivi effetti sul sistema vascolare, specialmente nel
cervelletto. E' usato anche per il trattamento di vertigini, tinnito
auricolare (ronzio nelle orecchie) e per una varietà di disturbi
neurologici e problemi alla circolazione sanguigna. Il G. può aiutare a
contrastare gli effetti dell'invecchiamento, incluse fatica mentale e
perdita di energia.

Il G. agisce aumentando il flusso di sangue al cervello e a tutta la rete
di vasi sanguigni che forniscono sangue e ossigeno ai vari sistemi e
organi. Aumenta l'efficienza del metabolismo, regola i neurotrasmettitori
ed éleva i livelli di ossigeno nel cervello, il quale da solo utilizza il
20% dell'ossigeno che consumiamo.

I benefìci di un incremento di flusso sanguigno al cervello comprendono
miglioramenti alla memoria di breve e lungo termine, ai tempi di reazione e
alla lucidità mentale. E' spesso usato per trattare persone anziane con
morbo di Alzheimer o altri sintomi di insufficienza cerebrale. Quest'ultimo
è un termine generico per una serie di sintomi che comprendono difficoltà
di concentrazione e memoria, distrazione, confusione, perdita di energia,
stato depressivo, ansia, capogiri, tinniti e mal di testa.

I componenti del G. sono di beneficio per una varietà di squilibri e
deterioramenti nel cervello e nell'organismo in genere. Ha proprietà come
antiaggregante piastrinico, inibendo il PAF (Plateled Aggregation Factor).
Stress fisico e alimentazione qualitativamente povera possono portare ad
una iperstimolazione dell'attivtà piastrinica; in altre parole: grumi
(coaguli) di sangue. Questi possono favorire malattie cardiache, danni
cerebrali, disturbi dell' udito e altri problemi al sistema immunitario e
infiammazioni.

Il G. contiene due gruppi principali di sostanze attive, flavonoli e
lattoni terpenici, inclusi ginkgolidi A, B e C, bilobalide e quercitina. I
ginkgolidi hanno dimostrato di poter controllare le infiammazioni
allergiche, shock anafilattico e asma.

Agisce anche come potente antiossidante contribuendo alla ossidazione dei
radicali liberi che si ritiene contribuiscano all'invecchiamento precoce e
alla demenza. Gli antiossidannti proteggono anche gli occhi, il sistema
cardiovascolare e il sistema nervoso centrale. Il suo impiego è indicato
nelle patologie venose, tipo vene varicose, flebiti, tromboflebiti,
insufficienza venosa cronica, ecc. E' stato usato con successo nel
trattamento di altri disturbi circolatori quali arteriopatia cronica
ostruttiva periferica (claudicatio intermittens) di origine diabetica,
morbo di Raynaud, emorroidi, ecc.
Altri studi hanno confermato che il G. aumenta il flusso di sangue alla
retina, e può diminuire il suo deterioramento così da favorire un
incremento dell' attività visiva. In test clinici ha migliorato le capacità
udutive negli anziani, migliorato la circolazione alle estremità alleviando
i disagi dovuti a mani e piedi freddi e gonfiori agli arti. Fra le altre
cose si sta studiando il suo impiego come potenziale trattamento per
prevenire il rigetto nel trapianto di organi.

Parti usate: foglie essicate.

Uso consigliato: una dose giornaliera di estratto di ginkgo di 120-240 mg
dovrebbe essere sufficiente per produrre effetti positivi quando usato per
trattare i seguenti problemi di salute. Riassumendo:
  • perdita di memeria associata ad invecchiamento
  • stadio iniziale del morbo di Alzheimer
  • cattiva circolazione alle estremità
  • disturbi cirolatori
  • ipertensione
  • tinniti e diminuzione dell' udito
  • mal di testa, depressione e problemi neurologici
  • problemi al sistema nervoso centrale e cervello
  • dolori muscolari.

Effetti collaterali: si sono osservati raramente (meno dell'1%) disturbi
gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito) e/o reazioni allergiche cutanee
ma solo in caso di somministrazione di dosi molto alte. Non si dovrebbe
assumerlo quando si sta già seguendo una terapia anticoagulante.

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Aromaterapia per la calvizie

Alcuni ricercatori scozzesi hanno riferito che l'aromaterapia può,
efficacemente e in sicurezza, trattare l'alopecia aereata, una forma di
calvizie che di solito è di durata temporanea e collegata a situazioni di
stress. Nel primo studio controllato sugi effetti dell'aromaterapia sulla
calvizie reversibile, la dott. Isabelle C. Hay e colleghi dell' Aberdeen
Royal Infirmary, in Scozia, hanno eseguito dei tests di questo tipo di
terapia su 84 pazienti con alopecia aereata.
Circa la metà dei pazienti furono massaggiati ogni giorno con olio
essenziale di timo, rosmarino, lavanda e cedro, olii che sembrano avere la
proprietà di favorire la ricrescita dei capelli, più una miscela di olii
utilizzati come "vettori" per gli altri olii. L'altra metà , il gruppo di
controllo, fu massaggiato solo con gli olii "vettori"(jojoba e altri).
Durante lo studio, nessuno fra i ricercatori e fra i pazienti sapeva chi
apparteneva al gruppo di controllo. Dopo 7 mesi di trattamento, il 44% dei
pazienti che avavano usato gli olii essenziali mostrarono un significativo
miglioramento, a confronto del 15% di quelli che avevano usato solo gli
olii "vettori". Ciò ha fatto dedurre ai ricercatori che almeno uno degli
olii contenga uno o più composti che stimolano la ricrescita.
La scarsa risposta del gruppo di controllo suggerisce comunque la proprietà
della terapia di applicazione locale che può produrre alcuni effetti
positivi causati dal massaggio rilassante della procedura di applicazione,
che é stata identica per i due gruppi. In ogni caso l'aromaterapia non ha
causato nessun effetto collaterale.
Al contrario, la terapia convenzionale con steroidi e altri trattamenti per
l'alopecia aereata, può causare notevoli effetti secondari. "Inoltre,
questa prova con l'aromaterapia, con un tasso di miglioramento del 44% è
confrontabile o anche di maggior benefico che i tentativi fatti con le
terapie convenzionali", Hay e i colleghi hanno quindi dichiarato,
"paragonata con questi altri trattamenti, l'aromaterapia è senz'altro più
sicura e migliore."

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Soia e cancro alla prostata

Ricercatori del Massachussetts hanno riferito, al meeting annuale della
Federation of American Societies for Experimental Biologies, che alcuni
componenti della soia inibiscono la crescita e la metastasi dei tumori alla
prostata nei topi di laboratorio.
Il dott. Jin-Rong Zhou, dell'Harvard Medical School di Boston e
collaboratori hanno confrontato gli effetti dell'aggiunta di proteine della
soia alla dieta di 12 topi con grave immunodeficienza che è stata inoculata
nella loro prostata con cellule tumorali umane.
Dopo 8 settimane, i tumori si sono ridotti del 68% e i linfonodi si erano
ridotti del 50% paragonati al gruppo di controllo. Il trattamento dietetico
non ha causato modifiche all'appetito o al peso corporeo, così sembra che
non ci siano effetti secondari.
In un'intervista con la Reuters Health, il dott. Zhou ha discusso delle
implicazioni cliniche della scoperta. Anche se studi epidemiologici
indicano che il mangiare prodotti a base di soia può essere associato alla
riduzione del rischio di cancro alla prostata, "... Sono necessari altri
studi più approfonditi..." , "....per vedere se aggiungere alimenti ricchi
di soia alla dieta può avere questi effetti anche sulle persone..."
Inoltre; "... nessun studiio ha dimostrato che integratori di soia siano
efficaci.." ha detto Zhou. "Non sappiamo neppure cosa ci sia in questi
supplementi, dato che non ci sono formulazioni standard."
Il gruppo di studio di Harvard ha iniziato uno studio pilota per indagare
la "potenziale sinergia" fra aggiunte di soia nell'alimentazione e
radioterapia in pazienti con cancro avanzato alla prostata. In ogni caso,
il dott. Zhou consiglia alle persone sane di aumentare il consumo di frutta
e vegetali, inserendo cibi a base di soia come fonte di proteine.
(Copyright 1999 Reuters Limited)

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La posta dei lettori

Una lettrice, S., ci chiede:

>se possibile vorrei sapere quali cure complementari, uso di
>vitamine
>od altri integratori alimentari, ci possono essere per coloro
>che essendo HIV positivi seguono la triplice profilassi
>antivirale.

C'è un medico naturopata "in ascolto" che possa dare un consiglio alla
nostra amica o confermare quanto scritto qui sotto?

Dalle documentazioni in mio possesso sembra che un potente antiossidante,
il glutatione, sia in grado di risollevare un sistema immunitario debole e
che, almeno in provetta, sia riuscito a sopprimere il virus HIV (di questo
si stanno interessando ricercatori di Harvard, Stanford ed in Europa). Il
problema è come riuscire ad aumentare il livello di glutatione nel corpo.
Questo nutriente si trova in abbondanza nella frutta fresca, verdure e
carni. Il nostro corpo comunque riesce a fabbricarlo da nutrienti quali gli
aminoacidi cisteina, glicina e acido glutammico, più selenio e vitamine B2
e B6. Il trucco dovrebbe essere quello di consumare tutti questi
componenti.

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